Un orizzonte rosa riservato ai più poetici osservatori: stiamo parlando della Cintura di Venere. Scopriamo questo fenomeno tra scienza e mito.


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Fenomeni ottici tra scienza e mito: la Cintura di Venere [Foto]

Tra i fenomeni appartenenti alla categoria dell’ottica atmosferica, uno dei più affascinanti è quello che viene indicato con l’appellativo di Cintura di Venere.

Una fascia di rosa delicato cinge l’orizzonte, immergendo il paesaggio in un’atmosfera surreale: questo evento può essere individuato all’alba o al tramonto in direzione opposta a quella in cui si trova il Sole, nel punto detto proprio antisolare o antelio: poco prima dell’alba il fenomeno è visibile ad Ovest, mentre dopo il tramonto l’evento ottico si evidenzia a Est.



La Cintura di Venere in Sicilia

Nella gallery sono presenti le  fotografie dell’astrofotografa Teresa Molinaro, che ritraggono la Cintura di Venere in diversi luoghi della Sicilia, come Capo Zafferano e Cefalù, in provincia di Palermo, e San Vito lo Capo, rinomata meta turistica in provincia di Trapani: nelle foto, catturate in diversi momenti, dall’alba al tramonto, il fenomeno è spesso in compagnia della Luna, che brilla sulla fascia che veste di rosa l’orizzonte, sopra lo splendido mare siciliano.



La Cintura di Venere ha anche il nome di arco anti-crepuscolare, proprio perché si verifica durante il crepuscolo e, il bagliore rosato che tinge il cielo, circonda come un arco l’orizzonte opposto al Sole.

Il fenomeno è prodotto dalla luce del Sole, arrossata, riflessa sull’atmosfera: infatti, quando la nostra stella si trova sotto l’orizzonte, i suoi raggi riescono comunque a raggiungere l’osservatore, fino ad arrivare nel punto antisolare dove vengono retrodiffusi dall’atmosfera terrestre.

Questo affascinante fenomeno è quasi sempre accompagnato, al di sotto, da una fascia di colore blu o viola scuro, detto anche segmento scuro e meglio nota come Ombra della Terra, che altro non è (ce lo suggerisce già il nome) che l’ombra che il nostro pianeta proietta sull’atmosfera.



Più il Sole sarà basso sotto l’orizzonte (Est o Ovest) maggiore sarà l’intensità dei due fenomeni e anche la loro altezza nel punto opposto, dove il paesaggio sarà completamente immerso in un silenzio surreale che viene presto inondato dalla luce dell’alba, nel caso in cui si tratti del crepuscolo mattutino, o sfumerà , al contrario, nel buio della notte.

Benché dunque la Cintura di Venere sia una caratteristica del crepuscolo, non è detto che essa si palesi con costante frequenza, anche perché un cielo nitido e delle ottimali condizioni atmosferiche giocano un ruolo chiave nella manifestazione del fenomeno ottico, che in ogni caso non lascia mai indifferenti, soprattutto quando a impreziosire la scena si aggiungono altri oggetti celesti, come ad esempio la Luna o i pianeti.



La Cintura di Venere nella mitologia

E come ogni cosa che riguarda la volta celeste, anche il fenomeno della Cintura di Venere trova un richiamo nella mitologia: narra la leggenda che la dea dell’amore e della bellezza, che per gli antichi greci era Afrodite e per i romani Venere, possedeva una cintura dalle qualità magiche che aveva il potere di infondere fascino, bellezza e un’irresistibile sensualità a qualsiasi donna la indossasse, sia che si trattasse di una mortale che di una dea dell’Olimpo. 

Pare che anche la dea Era talvolta ne usufruisse per richiamare a sé il suo fedifrago marito Zeus; vi è traccia di un episodio nel XIV  libro dell’Iiliade, dove Omero narra così:

E dal seno disciolse una fascia trapunta, versicolore, ove tutte raccolte le illècebre aveva. 

Era l’Amore quivi, la cupida Brama, il Colloquio lusingatore, che toglie di senno fin anche i più saggi.

Questa alla Diva porse, le volse così la parola: 

“u’, Diva, prendi, adesso, e avvolgi al tuo sen questa fascia versicolore, ove tutte s’accolgon le illècebre; e certo non tornerai, che tutta compiuta non sia la tua brama”.

Così parlava . Ed Era dagli occhi lucenti sorrise; e quando ebbe sorriso, sul seno si pose la fascia“.



Anche Afrodite  stessa si servì dei poteri della sua cintura per far cadere tra le sue braccia il bellissimo e giovane Adone, conteso con Persefone.

Tra i comuni mortali, nelle antiche popolazioni greche e romane, era un’usanza assai diffusa per le giovani spose quella di indossare un accessorio chiamato cinto o cesto di Venere (dal latino cestus, dal greco κεστός) nel giorno del matrimonio, come buon auspicio per un matrimonio felice e fecondo, in onore della dea Afrodite.

In un gioco di richiami tra la scienza e il mito, quel che è vero è che la Cintura di Venere ha davvero il magico potere di attrarre l’osservatore, lasciandolo incantato dinanzi a un orizzonte colorato di rosa, le cui tinte sembrano plasmare la notte che cala sulla Terra e adornare di luce il giorno che verrà.

Articolo e fotografie di: Teresa Molinaro



cintura di venere

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